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Barbie riflesso della cultura degli anni '50
Barbie riflette la considerazione della società americana verso le donne. Fu usata come "insegnante di femminilità". Come l'ideale della donna occidentale ha braccia e gambe lunghe, una vita fina, un petto rotondo e prominente, Barbie rappresenta il sogno di ogni bambina piccola di un perfetto corpo maturo. Numerose furono le controversie sulle dimensioni del petto di Barbie, ma Ruth Handler dichiarò che Barbie era stata creata come sogno-progetto di ogni bambina piccola e che questo futuro includeva una figura matura (dirà di avere passato la sua vita "da un seno all'altro" ). Col tempo, così come è mutato l'ideale del corpo femminile è cambiato anche il perfetto corpo della nostra top model di "riferimento" . Le ultime Barbie (2000-2005) sono enormemente più magre rispetto alle prime. Il seno è piccolissimo, il torace scheletrico, il punto vita si abbassa, i fianchi sono inesistenti, le gambe magrissime. L'ideale odierno che sfiora l'anoressico, si riflette in pieno anche nella bambola, e, quel che è più pericoloso, nei modelli commerciali proprio per i bambini e non per i collezionisti. Cindy Jackson ha avuto più di venti operazioni chirurgiche per cercare di assomigliare alla bambola e tutto ciò nonostante dovrebbe essere chiaro che le sue misure sono assolutamente non realistiche. La Mattel ebbe paura che l'immagine di Barbie fosse troppo perfetta. Le creò intorno un suo habitat, un mondo personale per farla apparire più una persona reale ("la Mattel ha creato attorno ai suoi giocattoli mondi sempre più complessi. ... La Barbie è una, La Barbie è tutto". Da No Logo, pag. 188). L'enfasi della società era su una famiglia fortemente nucleare e quindi negli anni '60 i genitori di Barbie furono identificati in Robert e Margareth Roberts da Willows, Wiscounsin. Essendo sola, con i genitori, la Mattel ideò un fidanzato ed un'amica per Barbie: Ken e Midge. Poiché Barbie mancava di una famiglia la sua prima relazione fu un compagno uomo chiamato Ken. La prima pubblicità per Ken disse: "è una bambola!" (o un bambolo ?) Il fidanzato di Barbie aveva un'immagine di innocenza, puli
zia, simpatia. Era atletico, sportivo, mascolino e un pochino timido. Uno dei più grandi problemi che dovette affrontare la Mattel fu come avrebbe dovuto essere anatomicamente questo doll; alla fine decisero che le bambine non dovevano essere esposte ad una eccessiva realtà del mondo adulto per cui Ken nacque con una mutanda permanente. Ken (in quanto uomo) rappresenta una delle aspettative delle donne degli anni '50. Fu necessario creare Ken perché una donna senza uomo è considerata "fallita" . Tutta la pubblicità riguardante Barbie e Ken li dipingerà con gli stereotipi delle coppie teenager. Il primo spot commerciale della televisione per Ken è ambientato in una sala da ballo (vedi video): Barbie guarda Ken e si innamora immediatamente di lui. Ken e Barbie hanno abiti coordinati per la spiaggia, il ballo, il doposcuola etc. Viene pubblicato un giornale con le avventure di Barbie e Ken. Sono talmente innamorati che non possono andare in nessun posto l'uno senza l'altro. Il libro-fotoromanzo di Barbie e Ken dipinge le stereotipate relazioni uomo-donna nei primi anni '60, prima che la cultura hippy invadesse il campo. Nel 1961 la Mattel produce anche un disco. Attraverso la musica le ragazze potevano imparare il comportamento sociale da assumere quando avrebbero avuto un fidanzato. Sono evidenti nei testi delle canzoni il gioco che le ragazze devono giocare (ossia essere perfette, formalmente ineccepibili, preoccuparsi solo dei vestiti ed essere sessualmente appetibili). Se a spiegare alle ragazze il loro " ruolo " in una canzone (e non solo) era la Mattel tutto andava bene, ma quando nel 1997 saranno gli Aqua (un gruppo pop) a fare lo stesso, la Mattel intenterà un processo contro di loro e contro la casa discografica (la Mca) per violazione del marchio e concorrenza sleale. Secondo la Mattel gli Aqua con la canzone "Barbie Girl" attribuivano alla bambola una connotazione sessuale inesistente. La canzone è una ironica descrizione della tipica " Barbie girl ", ossia " I'm a Barbie girl, in the Barbie world/Life in plastic, it's fantastic!/you can brush my hair, undress me everywhere/Imagination, life is your creation . Make me walk, make me talk, do whatever you please/I can act like a star, I can beg on my knees/Come jump in, bimbo friend, let us do it again,/hit the town, fool around, let's go party/You can touch, you can play, if you say: "I'm always yours" ". Gli Aqua vincono la causa solo perché la loro casa di produzione intende mantenerli al top delle classifiche e per questo si avvale di schiere di avvelenati e agguerriti avvocati, è una guerra tra marchi e di soldi. La Mattel che si vanta di avere più di cento cause in corso al mondo per violazione del copyright non intende difendere la bambola come simbolo culturale ma semplicemente come suo prodotto (tirannia del marchio) e non concede alcun tipo di suo utilizzo anche se non denigrativo o negativo. La Barbie " è " della Mattel e solo lei può usarla e gestirla come meglio crede. La battaglia per questo assolutismo si combatte anche sul web dove siti che hanno usato la sua immagine (pur modificata e non in modo offensivo) sono stati denunciati e invitati ad eliminarla. Barbie in quanto mito, simbolo e prodotto artistico non può essere considerata ancora solo un prodotto da vendere e in quanto tale " della Mattel " e tutelato dalle leggi del copyright (No logo pag. 235). Finché sarà così non ci può essere vera libertà di parola (quasi non si può nemmeno citarla) né democrazia dove vince (e può combattere) solo chi se lo può permettere (in questi casi con budget a livelli di bilanci di uno stato).
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