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Bianche come se l'essere bianco sia la norma. Solo nel 1990 si produrrà una bambola nera Nigerian Barbie nella collezione Dolls of the World. L'accusa di essere omologata agli stereotipi della società nasce dal fatto che svolge lavori socialmente accettabili modella, ballerina, steward, insegnante, dottoressa, atleta olimpica, istruttrice di aerobica, reporter TV, volontaria, veterinaria, ecc. tutti senza nessuno sforzo, trasmettendo il messaggio che basta volere per essere. Lavora in un mondo dove non ci sono problemi e tutto è facile (ma non era una bambola per giocare? Non ci sono le mamme per chiarire la situazione reale?). Più grave e inutile mi sembra l'accusa di obbligatoria eterosessualità (Rand, Erica. Barbie's Queer Accessories, pag. 9) che le muovono. La Mattel presenta l'eterosessualità come l'unica e naturale scelta possibile (anche qui mi sembra eccessivo voler creare delle bambole con altre preferenze visto che la bambina ancora non può conoscerle ne' interpretarle essendo in fase di formazione). Barbie riveste ruoli duplici e fuorvianti, da un lato insegna alle bambine ad essere indipendenti, dall'altro insegna ciò che alla società piace e accetta delle donne, magrezza, bellezza, pelle bianca, eterosessualità, ricchezza. Nella vita reale le bambine che crescono cercheranno di realizzare questi obiettivi e ne resteranno irrimediabilmente sconfitte (ma non ci sono i genitori per mediare questi input, che tra l'altro provengono anche da altri persuasori sociali ben più potenti come la televisione, la pubblicità, la moda?). Tutte le interpretazioni concordano nell'attribuirle un vorace consumismo, la Barbie esiste per consumare " spendere, spendere, spendere ". E' vero però che i suoi infiniti corpi in plastica rispecchiano infiniti plastici "sé" che si accordano con una visione postmoderna di fluidità, di molteplicità, di mutevolezza ma anche di narcisismo e individualismo dominanti. Incredibilmente secondo me la Barbie è proprio questo, al di là del suo essere manichino, oca, donna oggetto, consumatrice omologata e standardizzata, incarna anche l'ideale di un corpo asessuato, plastico e insensibile, indistruttibile e scambiabile, modificabile a piacimento: CYBORG quindi, straordinariamente moderno e direi anzi futuribile. Le donne oggi non devono sempre interpretare nuovi ruoli e a volte anche inventarli? (chi meglio di Barbie può insegnarci questo?). L'ideale oggi non è non mangiare (la Barbie non mangia se non per finta), essere perfette (l'enorme diffusione di maschere, creme, operazioni chirurgiche e quant'altro testimoniano questo bisogno, la Barbie è perfettissima), divertirsi senza problemi (la Barbie non fa altro ed è sempre sorridente), consumare ossia acquistare (chi più della Barbie possiede sempre gli ultimi abiti e accessori alla moda?), in ultimo e, secondo me più importante, la Barbie ha un corpo in plastica, ossia non distruggibile, avariabile, invecchiabile (è una donna bionica). Chi di voi (noi) non vorrebbe innestare la sua capoccia in una simile meraviglia estetico-tecnologica? Io lo farei subito, e voi? La ricerca scientifica e tecnologica va in questa direzione, non resta che guardare e aspettare . d'altronde " life in plastic is fantastic "
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